La nostra selezione di E-commerce

Our selection of E-commerce stores

Approfondimenti

Explanation

E-Commerce

Cos'è l'E-commerce?

Il termine "commercio elettronico" alcuni decenni fa indicava solo il supporto alle transazioni commerciali in forma elettronica, generalmente ricorrendo a una tecnologia denominata Electronic Data Interchange (EDI, introdotta alla fine degli anni settanta) per inviare documenti commerciali come ordini d'acquisto o fatture in formato elettronico. In seguito si attestò l'uso del termine "e-commerce" (contrazione di electronic commerce) con l'accezione di "acquisto di beni e servizi attraverso Internet, ricorrendo a server sicuri, con servizi di pagamento in linea, come le autorizzazioni per il pagamento con carta di credito. L'utilizzo del protocollo HTTPS, permette la crittografia dei dati sensibili dei clienti contenuti nell'ordine di acquisto allo scopo di tutelare il consumatore. Ciò ha rappresentato un nuotevole passo avanti in termini di sicurezza informatica. E' raccomandabile procedere all'acquisto solo su siti il cui indirizzo internet (URL) inizi con HTTPS (ad esempio https://www.ticonsiglia.it), anzicchè siti web che utilizzano il semplice protocollo HTTP.

Acronimi

Può essere utile sapere che il commercio elettronico non è solamente caratteristico delle transazioni tra venditore "Business" a consumatore "Consumer", ovvero in acronimo "B2C" "Business to Consumer", ma può essere utilizzato per transazioni tra varie soggettività. Per descrivere tale fenomeno in termini brevi è d'uso utilizzare un acronimocomposto dalle iniziali dei sogetti e dal numero "2". Si usa tale numero poichè in inglese "two" assomiglia a "to" per cui dire "Business to Consumer" assomiglia a "Business two Consumer" e di conseguenza è usanza indicare B2C. Gli altri acronimi utilizzati per categorizzare il commercio elettronico di altro tipo sono:

  • Business to Business (B2B) - si tratta di transazioni tra aziende
  • Business to Employee (B2E) - si applica nel campo delle risorse umane
  • Business to Government (B2G) - si utilizza nei rapporti delle aziende con le istituzioni
  • Business to Administration (B2A) - si impiega nei rapporti delle aziende con la pubblica amministrazione
  • Business to Machines (B2M) - nel caso di scambio tra azienda e macchina
  • Consumer to Consumer (С2C) - si utilizza nei rapporti tra consumatori
  • Citizen to Government (C2G) - si impiega nei rapporti dei cittadini con le istituzioni
  • Citizen to Administration (C2A) - si impiega nei rapporti dei cittadini con la pubblica amministrazione
  • Government to Employees (G2E) - si usa nei rapporti tra istituzioni e lavoratori
  • Government to Government (G2G) - si utilizza negli scambi tra governo

 

Abitudini degli acquirenti

Secondo dati Nielsen, nel 2019 il commercio elettronico in Italia ha rappresentato l'1,6% del valore della Grande distribuzione organizzata, compreso fra i 100 e 150 miliardi di euro.
Nonostante ciò sussistono ancora delle remore in parte della popolazione all'ulitizzo dell'acquisto elettronico. I motivi potrebbero essere:

  • Dubbi riguardo alla sicurezza. Molte persone non usano la carta di credito in Internet per timore di furti e frodi.
  • Mancanza di gratificazione immediata con la maggior parte degli acquisti con Internet. Molta dell'attrattiva nell'acquistare un prodotto sta nella gratificazione immediata di usare e mostrare l'acquisto. Tale attrattiva non c'è quando il prodotto ordinato non arriva per giorni o settimane.
  • Il problema dell'accesso al commercio in rete, specie per le famiglie povere e per le nazioni in via di sviluppo. La scarsa diffusione di accessi ad Internet in tali settori riduce di molto il potenziale per il commercio elettronico.
  • L'aspetto sociale dello shopping. Molta gente ama parlare al personale di vendita, agli altri clienti, o ai loro amici: questo lato sociale dell'attrattiva della shopping-terapia non c'è con la stessa ampiezza nello shopping in Internet.

Alcune tipologie di prodotti o servizi appaiono maggiormente adattabili alle vendite online, mentre altri sono più indicati per il commercio tradizionale. Alcune imprese di commercio elettronico hanno un'entità totalmente virtuale (senza aprire fisicamente degli esercizi commerciali) e vendono solitamente prodotti informatici, come i supporti di archiviazione, il recupero dei dati e il loro trattamento, la vendita di brani musicali, i film, i corsi e i materiali didattici, i sistemi di comunicazione, il software, la fotografia e le attività di intermediazione finanziaria. Tra queste imprese si segnala a titolo di esempio: Amazon, Google, eBay e PayPal. 
I negozianti in rete sono in grado di riscuotere un certo successo anche nel caso in cui vendano anche dei prodotti e servizi concreti, non digitali. I prodotti non digitali che si prestano particolarmente ad essere venduti in linea possono essere quelli che creano imbarazzo nell'acquirente (ad esempio biancheria intima) o quei prodotti che hanno caratteristiche “standard” e che non necessitano di essere provati o valutati “dal vivo”.
Anche i pezzi di ricambio, sia per gli utenti finali (ad esempio per lavastoviglie o lavatrici) sia per le necessità di un'attività industriale (ad esempio le pompe centrifughe), possono essere considerati dei buoni esempi di prodotti vendibili via Internet. Dato che i negozianti non accumulano pezzi di ricambio presso i punti-vendita al dettaglio, spesso devono successivamente ordinarli; in quest'ultimo caso la competizione non è tra il Commercio Elettronico e il Commercio tradizionale ma con il sistema di ordine al fornitore e/o al grossista. Un fattore di successo in questa nicchia appare la possibilità di offrire al cliente un'informazione precisa e affidabile in merito al prodotto di cui si necessita, per esempio elencando i pezzi di ricambio disponibili insieme al loro codice identificativo.
Viceversa, i prodotti che non sono idonei all'attività dell' E-Commerce sono quelli con un basso rapporto valore/peso, gli articoli che hanno una componente rilevante riguardo al loro odore, gusto o tattile, i beni che necessitano di essere provati (ad esempio le camicie) e anche qualora sia rilevante vederli per cogliere tutte le sfumature di colore. Tuttavia con l'affermarsi del meccanismo del reso e con il suo esplicito suggerimento da parte del negozio on-line, anche i prodotti che devono essere provati (ad esempio le scarpe) hanno iniziato ad essere venduti on-line; in tal caso se il prodotto non calza bene, può essere restituito al venditore e sostituito con una taglia inferiore o superiore, oppure in determinati casi rimborsato.

Perchè può non funzionare un negozio di e-commerce

Nell'avvio di una attività di commercio elettronico occorre prestare attenzione alle seguenti 10 tipologie di insidie:

  1. Difetti di comprensione del comportamento della clientela. In parole semplici: come e perché acquistano un certo prodotto. Se i venditori non sono in grado di cogliere le abitudini di acquisto dei consumatori, come pure le aspettative e le motivazioni, anche un prodotto blasonato o rinomato può non raggiungere i target di vendita prefissati.
  2. Mancanza di analisi dello scenario concorrenziale. È possibile disporre delle capacità tecniche per realizzare un'attività di vendita di libri in rete, ma potrebbe essere che manchi la volontà per competere con siti specializzati nella vendita di libri online.
  3. Incapacità di prevedere le reazioni nell'ambiente in cui opera l'impresa. Cosa faranno i concorrenti? Realizzeranno siti web analoghi al nostro e farci concorrenza? Amplieranno i servizi offerti? Scoppierà la guerra dei prezzi? Per attenuare queste possibili conseguenze è consigliabile analizzare la concorrenza, i settori industriali e i mercati coinvolti, proprio come si farebbe nel caso di un'attività tradizionale.
  4. Sovrastima delle competenze aziendali. I dipendenti e i flussi di informazione tra questi soggetti, possono tutti insieme padroneggiare la strategia adottata? Queste tematiche possono rendere necessarie una pianificazione delle risorse maggiormente dettagliata e una formazione dei dipendenti più estesa.
  5. Mancanza di coordinazione. Se i controlli e la reportistica non bastano, è possibile cambiarli adottando una struttura organizzativa maggiormente flessibile, affidabile e lineare, anche se non è detto che questo cambiamento permetta di raggiungere un migliore coordinamento interno.
  6. Incapacità nell'assicurarsi l'impegno dei vertici aziendali. Si consiglia di coinvolgere fin dall'inizio i vertici aziendali nella nuova avventura del commercio elettronico.
  7. Incapacità nell'assicurarsi l'impegno da parte dei dipendenti. Un possibile rimedio può essere quello di offrire un percorso di formazione dedicato, oppure fissare uno schema di incentivi ai dipendenti.
  8. Sottovalutazione dei tempi richiesti per il raggiungimento degli obiettivi aziendali. La realizzazione di un'impresa di commercio elettronico può richiedere un considerevole dispendio di tempo e denaro, e l'incapacità di comprendere la giusta sequenza dei processi imprenditoriali e la tempistica relativa a tali operazioni può portare a rilevanti aumenti dei costi, rispetto a quanto preventivato.
  9. Incapacità di rispettare la pianificazione dei tempi. Una scarsa verifica del rispetto degli obiettivi fissati inizialmente come pure un ridotto controllo della performance aziendale rispetto a quanto ipotizzato in fase di pianificazione possono far sorgere delle difficoltà nella conduzione del negozio virtuale.
  10. Mancanza di ottimizzazione SEO. Il commercio elettronico ha bisogno di un monitoraggio continuo per valutare l'impatto che ha sui motori di ricerca e sui consumatori in modo da essere perfezionato costantemente. Inoltre, Internet è in continuo aggiornamento: si deve essere sempre all'avanguardia e al passo con le nuove tecniche per non fallire.

SEO

L'importanza dell'ottimizzazione per i motori di ricerca

La "Search Engine Optimization", che ha come acronimo: SEO, è una attività informatica volta a migliorare la scansione, l'indicizzazione ed il posizionamento del contenuto di un sito web sui principali motori di ricerca: Google, Bing e Yahoo ( https://www.google.it/ , https://www.bing.com/?cc=it , https://it.yahoo.com/ ).
Nei primi anni Duemila il motore di ricerca Google ha introdotto un elemento di novità nell'approccio al problema dell'indicizzazione del web, il PageRank: un algoritmo di valutazione della rilevanza di una pagina basato su concetti matematici. Nel decennio successivo questo valore ha perso progressivamente importanza. Oggi è considerato uno dei tanti parametri di cui tener conto (anche se non il più importante). Google indicizza una pagina basandosi sui suoi contenuti e sui link che puntano ad essa. Non solo: utilizza oltre 200 valori, che interagiscono mediante l'algoritmo di Google per definire la qualità e vari altri fattori contenuti nei siti. Nelle varie informazioni che è necessario conoscere per arrivare alle vette dell'ottimizzazione per Google è necessario che il proprio sito possa essere SEO friendly, ovvero facilitato per la lettura dei bot dei motori di ricerca. Ciò avviene prestando particolare cura a molti degli elementi che si trovano in ogni pagina di un sito web, e di ogni documento caricato sul web. Il concetto iniziale di PageRank di Google è stato con il tempo sostituito dal TrustRank, che è un indice più complesso, benché non esista ad oggi un modo per poterlo misurare in correlazione ad un sito web.
Grazie alle tecniche di ottimizzazione SEO è possibile migliorare il posizionamento (ranking) di un sito web sui motori di ricerca e, conseguentemente, ottenere un aumento del volume di traffico organico. L'ottimizzazione SEO può essere affiancata o integrata dalla differenziazione nei motori di ricerca, operazione che punta a far aumentare il traffico diretto. I risultati organici più in alto hanno maggiori probabilità di venire visualizzati e quindi di essere eventualmente cliccati in una percentuale maggiore dagli utenti, rispetto a quelli visualizzati nella parte centrale e bassa della pagina del motore di ricerca.
Le attività SEO sono molteplici e possono essere suddivise in:

  • on page (cioè sulla pagina web); si tratta di una attività di valutazione e scelta di: dominio, scrittura degli url, title tag, metatag, tag di intestazione, tag di enfatizzazione, immagini, link in uscita.
  • off page (attività svolte su elementi esterni al sito).

 

Parole chiave

Il punto di partenza è la scelta delle parole chiave, dette in inglese "keyword". Una volta individuato un gruppo di keyword sulla base dell'argomento del sito, vanno selezionate attraverso un indice di qualità "I". In particolare, è consigliabile aggregare le parole a gruppi di 2-3 in modo da rendere più specifica la proposizione. E' infatti dimostrato che un utente quando effettua una ricerca generica, non ancora affinata, inserisce 1 sola parola nel motore di ricerca; mentre un utente, che vuole effettuare una ricerca più specifica e consapevole, immette 2-3 parole. Questo accorgimento permette anche di limitare la concorrenza, in quanto su una singola parola è ardua la lotta per aggiudicarsi i primi posti sui motori di ricerca.
Per ogni gruppo di parole chiave occorre stimare 2 parametri:

  • V = il volume di ricerca. Ovvero il numero di ricerche su un determinato periodo.
  • C = la numerosità delle pagine di concorrenti. Ovvero quanti siti esistono per quella parola chiave. Si ottiene semplicemente cercando su Google la frase e leggendo il numero di pagine risultanti.

L'indice di qualità I sarà pari a:

Indice

Una volta ottenuto l'indice di qualità, per ogni frase del gruppo selezionato, si dovranno prendere in considerazione le prime 4 voci con "I" maggiore. Queste 4 frasi di parole chiave saranno la base per la pubblicizzazione del sito e dovranno essere inserite in modo non artificioso, utilizzando anche sinonimi e locuzioni, in tutti i suoi elementi cardine.
A seguito dell'introduzione da parte di Google della ricerca semantica, occorre prestare particolare attenzione ai vincoli di keyword density, keyword prominence e keyword proximity. Cioè, come accennato in precedenza, l'impiego delle parole chiave deve essere utilizzato in modo naturale, poichè con il passare degli anni sono state introdotte delle penalizzazione per le pratiche scorrette di SEO, per cui si può ottenere un risultato controproducente.

 

I dati strutturati (Rich Snippet)

Lo "snippet" è quanto viene visualizzato sui risultati del motore di ricerca. Il "Rich Snippet" arricchisce questo risultato con elementi aggiuntivi come ad esempio valutazioni/recensioni, prezzi, video e autore. Si tratta di informazioni supplementari che vengono visualizzate nei risultati SERP (Search Engine Results Page).
A maggio 2009, Google ha annunciato che avrebbe utilizzato i "Rich snippet" per dare maggiori informazioni sui siti Web. Nel maggio 2016, Google ha ampliato il formato "Rich snippet" per offrire la "Rich card", che, analogamente agli snippet, visualizzano ulteriori informazioni sui risultati, ma li mostrano nella parte superiore del sito Web mobile in un formato simile a carosello scorrevole. Originariamente limitato ai siti Web di film e ricette, la funzionalità è stata estesa a tutti i paesi in tutto il mondo nel 2017. Ad esempio uno snippet di tipo "recensione" è un breve estratto di una recensione o valutazione proveniente da un sito web di recensioni, in genere una media combinata dei punteggi di valutazione di molti recensori. Quando Google trova markup di valutazioni o recensioni valide, mostra un rich snippet che include stelle e altre informazioni di riepilogo provenienti da recensioni o valutazioni. Gli snippet recensione potrebbero essere visualizzati nei risultati multimediali o nelle schede informative di Google. Affinché i dati strutturati vengano visualizzati nei risultati di ricerca, occorre includere le proprietà obbligatorie dettate dal sito schema.org .In generale, la definizione di più funzionalità consigliate può rendere più probabile l'inclusione delle informazioni nei risultati di ricerca con visualizzazione avanzata. Tuttavia, è più importante fornire meno proprietà consigliate, ma complete e accurate, che molte ma con dati meno completi, con errori o imprecisi.
Google supporta i dati strutturati nei seguenti formati:

  • JSON-LD - Una notazione JavaScript incorporata in un tag <script> nell'intestazione o nel corpo della pagina. Il markup non è interlacciato con il testo visibile all'utente, il che rende più facile esprimere elementi di dati annidati come il Country di un PostalAddress di un MusicVenue di un Event. Inoltre, Google può leggere i dati JSON-LD quando vengono inseriti dinamicamente nei contenuti della pagina, ad esempio tramite codice JavaScript o widget incorporati nel sistema di gestione dei contenuti.
  • Microdati - Una specifica HTML open-community utilizzata per annidare i dati strutturati all'interno del contenuto HTML. Come RDFa, utilizza gli attributi del tag HTML per denominare le proprietà che vuoi esporre come dati strutturati. Viene in genere utilizzato nel corpo della pagina, ma può essere utilizzato nell'intestazione.
  • RDFa - Estensione HTML5 che supporta i dati collegati introducendo attributi di tag HTML che corrispondono al contenuto visibile all'utente che vuoi descrivere per i motori di ricerca. RDFa è comunemente usato in entrambe le sezioni intestazione e corpo della pagina HTML.

Attualmente Google raccomanda di utilizzare lo standard JSON-LD.
In un negozio di E-Commerce può risultare vantaggioso se l'utente già direttamente nella pagina del motore di ricerca riesca a visualizzare il prezzo e la disponibilità di un determinato prodotto, oltre a valutazioni e numero di recensioni. I Rich Snippet, più che far risalire di posizioni nell'elenco dei risultati di ricerca (SERP), permettono di farsi distinguere dagli altri risultati standard dei motori di ricerca, aumentando la visibilità e la percentuale di clic. C'è quindi un vantaggio per il negozio derivante dalle maggiori visite.

Saggio delle principali tipologie di prodotti trattati

A scopo esemplificativo

Ti Consiglia - Network di negozi e-commerce

Come funziona?

Ti Consiglia è un insieme di negozi fisici, selezionati sul territorio, che permette, anche alle strutture di vendita prive di competenze informatiche, di affacciarsi al mondo del commercio on-line. 

L'accesso è solo su invito.

Infrastruttura snella

Infrastruttura snella

Dall'esperienza decennale in sistemi di vendita on-line, è stata selezionata una  infrastruttura solida, modulare e personalizzabile. Ciò permette anche di abbattere i costi e garantire vantaggio economico sia al venditore e sia all'acquirente.
Innovazione

Innovazione

Tramite la struttura modulare è sempre possibile aggiungere facilmente nuove soluzioni e strutture, implementandone le opportunità. Tutto ciò mantenendo l'indipendenza tra i negozi.
Contatto diretto

Contatto diretto

L'utente ha il contatto diretto con il venditore, senza intermediari. Ciò a garanzia di entrambi. Il rapporto umano che si crea è come quello nel negozio fisico, poichè l'infrastruttura ha il solo compito di agevolare l'incontro tra domanda e offerta.

Chi siamo

Il Team

TiConsiglia.it nasce dall'esperienza ventennale nella consulenza tecnica ad imprese e aziende italiane. In tale contesto, la crescente opportunità di Internet ha rappresentato una delle soluzione di vantaggio proposte. A seguito della pandemia COVID-19 si è palesata la consapevolezza che l'evoluzione digitale sarebbe diventata un fattore di selezione per il settore del commercio. Nello stesso tempo si è constatato che in questa evoluzione, in assenza di un aiuto di tipo tecnico/informatico, le realtà radicalmente di tipo tradizionale sarebbero scomparse.

Ing. Angelo Rizzo

Ph.D. Daniele Casciello

Dott. Sergio Galibardi